giovedì 5 maggio 2011

I Signori del Tempo

Ieri sera ho cercato la mia anima sul fondo di alcuni bicchieri di pastis e qualche vodka polacca.
Stamattina ho trovato quel che rimaneva della mia anima sul fondo della tazza del cesso.

L'ho ritrovata lì, dopo una notte stupida in cui la testa mi ha fatto il dispetto di svegliarmi alle cinque del mattino, in piena attività cerebrale.

Vivo con un costante jet-lag, come se non mi fosse concesso (nonostante tutti i miei sforzi in proposito) di avere un normale ritmo del sonno.
Dormo troppo poco o dormo troppo, dormo negli orari sbagliati e quasi mai in quelli "normali". Mantenere un equilibrio in tutto questo mi risulta praticamente impossibile.
Il tempo mi sfugge dalle mani e in un attimo sono le nove e mezza del mattino.
In piedi davanti alla finestra, con il primo caffè della giornata in mano, ho visto il sole sorgere, per l'ennesima volta, ho visto il mare rischiararsi, e i palazzi incendiarsi di luce. Ho sentito il rumore dei treni e dei segnali acustici dei traghetti in partenza risalire dal porto nell'aria fresca della mattina.
Avere una bella vista dalle finestre di casa è capace di cambiarti l'umore.
Mi dispiacerà andarmene di qui tra due settimane.

Non è solo il tempo a risultarmi alterato, sono anche le distanze.
In questi mesi ho cambiato spesso la valigia per ripartire, difficilmente mi sono fermata nello stesso posto per più di una settimana di fila, caffè e chilometri a colazione.
Negli ultimi tre mesi, ho percorso più 6000km sul territorio nazionale. E sono anni che non riesco ad uscirne.
Seimila chilometri mi sembrano tanti, soprattutto visto che li ho fatti quasi tutti con ore di treno. Ma con un rapido calcolo mi accorgo che non sono niente. Soprattutto quando è da stamattina presto che, grazie al fuso orario, mi scrivo con un'amica di vecchia data che sta a novemila km da qui. A Shanghai.
Neanche se li srotolassi come un filo arriverei fino a lì (come a dire che è evidente che ne ho di strada da fare).

Poi ci penso un attimo ed effettivamente mi rendo conto che ne ho più di qualcuno di amico sparso in giro per il mondo, tra New York, Tokio, Pechino, Shanghai. Più qualcuno che sta un po' meno lontano, magari a Londra, a Dublino o ad Amsterdam piuttosto che a Berlino.
Per non parlare di quelli che hanno l'abitudine di stare in giro come la merda nei tubi™o di vivere in posti improbabili del mondo, di cui speri sempre di non sentir parlare sul giornale (ma capita anche troppo spesso).
E non parlo degli amichetti della internet™ ma di persone con cui ho condiviso anni di percorsi, e di progetti (anche su internet lo ammetto).



Quando tornerò ad avere una casa mia, credo che alle pareti appenderò un sacco di orologi, come si fa nelle redazioni dei giornali, con i fusi orari delle città dove stanno tutti questi pezzi di cuore, per averli sempre sotto gli occhi, per rimetterli tutti insieme e per illudermi di dominare il tempo e lo spazio che corre via dalle mie mani. Magari quella parete la farò Blu Tardis. Mi sembra appropriato.


2 commenti:

marcocorona ha detto...

ma lo hai mai visto il gabibbo? dal vero dico

Amal ha detto...

e tu l'hai mai visto Babbo Natale? Quello vero intendo... perché io quando l'ho visto non sono riuscita a capire se era lui o se era il Gabibbo... :P