domenica 19 settembre 2010

"Metterci la faccia" un po' inconsapevolmente.

Volevo bullarmi da tempo.
O forse non lo volevo fare.
O forse volevo farlo dopo aver letto questo libro che ancora non ho avuto tra le mani.
O forse non mi è mai fregato di farlo.
Non so come dirlo.

Mio malgrado sono diventata una ragazza copertina.


Era Maggio, uscita da poco dall'ospedale, stavo a Cinecittà sul set del cortometraggio della Scuola Romana dei Fumetti (fatto in collaborazione con la NUCT). Scuola che ho frequentato e con cui collaboro sempre molto volentieri.
Ero sul set, presa da un forte dolore alle vertebre e soprattutto dalla tensione di lavorare su con la consapevolezza di poter dare il 20% della mia energia.

Scarico la mail sull'iPhone e rimango pietrificata fuori dal teatro 16 come una cretina per tre quarti d'ora.

C'è una mail di Fabio, il mio ex capo del periodo in cui sono stata una Sickgirl.
Sì, perché il segreto di Pulcinella è che per due anni ho fatto parte di questo progetto italiano che sono le Sickgirl (cosa su cui - forse - aprirò una parentesi più avanti).
Insomma, questa mail parlava di varie cose, tra cui il fatto che Fabio aveva mandato alla NDA PRESS alcune foto di questo mio set inedito per un altri motivi, ma erano piaciute così tanto che una l'avevano usata per la copertina di un libro.

In questo mondo, anche una ragazza che non è bella in modo imbarazzante come me, si emoziona a trovarsi su una copertina.
Figuriamoci sulla copertina di un libro e non di una rivista.
Un libro. Io che ho scelto di appartenere alla schiera degli stoici che continuano a voler stampare carta nell'era del digitale,  io che considero il mio lavoro un modo di R*esistere in una società sempre più votata alla pigrizia mentale, dopotutto faccio parte dei meccanismi di produzione della cultura.

Dicevo, trovo questa mail e rimango di pietra.
Realizzo che è anche la mia immagine a stare su un libro.
Non solo il mio nome come redattrice, la mia testa, il mio ruolo di editor.
E poi è un libro che parla di New Wave!

Ma che cazzo ci faccio io in copertina su un libro che parla della scena post punk inglese?
Io sono nata nell'ottantacinque.
Quel periodo l'ho vissuto di riflesso solo perché me lo sono andata a cercare nelle pagine dei libri e nei suoi suoni nella musica.

Quella foto fa parte di un set inedito che racconta i momenti immediatamente successivi al mio esaurimento nervoso dello scorso anno. Un set che si chiama Arkham Asylum certamente più per attinenza ai racconti di Lovecraft che ai fumetti di Batman.

Indosso una camicia di forza cucita a mano nelle notti insonni per esorcizzare qualcosa che non va.
Quelle foto sono state fatte di corsa, in situazioni deliranti per cui il photo-set vero e proprio non è mai stato completato.
Eppure... mi ha fatto sorridere. Parecchio.



Anche se questa foto non racconta secondo me cosa è stato il New Wave, anche se ho un piercing in faccia e anche se è un'immagine molto più legata a quello che è il mio tempo, tra la fine degli anni novanta e soprattutto questo primo decennio degli anni duemila, non importa. Dopotutto sono una ragazza copertina.

Altre informazioni su questo libro le trovate QUI sul sito di NDA.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

e io che ho sempre pensato che stavi a porgere l'altra guancia, invece stavi a disprezzà la società.

ragazza pùnk. ;)

Amal ha detto...

pessima sono eh?

siberia libera ha detto...

in miniera

Amal ha detto...

a grattare il sale devo stare eh? :D

marcocorona ha detto...

posso vedere la parte mancante della foto, quella bassa intendo, la bassa padana, il galup!

siberia libera ha detto...

no no intendo proprio che devi andare a lavorare!

Amal ha detto...

Marcuzzo la bassa padana non esiste più. E' stata eliminata perché troppo terrona. :D

Siberia Libera c'hai ragione che devo andare a lavorare. C'hai proprio ragione. Aspetta che quasi quasi ti do' retta.

dinamo ha detto...

Grande Amal! Ho quel libro ma a dire la verità non ti avevo riconosciuta, pensa che credevo fosse una foto d'epoca!
Bel colpo :)

Amal ha detto...

eh, ci vuole un po' di occhio a riconoscermi a dire il vero... nemmeno io mi riconoscerei :D
grande Dinamo!