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mercoledì 8 febbraio 2012

Quel mattino che la voce mi aveva abbandonato

Era una mattina non tanto fredda, ma una mattina di ottobre.
Era il quarto giorno consecutivo di Lucca Comics & Games dello scorso anno.
Era l'ennesimo giorno di febbre e laringite, sì, perché tra i miei super poteri c'è quello di ammalarmi il primo pomeriggio di un festival ogni strammaledetta volta.
I sintomi sono sempre gli stessi: perdo la voce, mi sale la febbre (quella che mi fa vedere i draghi verdi sul soffitto) e mi viene uno sguardo da serialkiller che me ne basterebbe la metà per spaventare bambini e adulti.
Peccato che io sia un amore e nessuno se ne accorga mai, in fiera.

In ogni caso, accadde che quel mattino io mi svegliai completamente afona, non un suono, non un filo di voce. Non so se avete idea di cosa vuol dire completamente afona, la mattina prima di un'intervista in cui devi parlare a lungo della Genoa Comics Academy e di Double Shot.
Significa entrare in una farmacia con le lacrime agli occhi, un pennarello in mano, prendere la moleskine e scrivere al farmacista testuali parole: “Tra un'ora ho un'intervista importante e mi serve la voce. Se muoio tra due non è un problema”, cogliere lo sguardo spaesato del farmacista (che cerca di spiegarti che le corde vocali sono una cosa delicata) e aggiungere al suddetto foglio “Non sto scherzando”.
Ed ecco qui, tra i deliri della mia febbre, le belle chiacchiere con redazione di MercuryComics, rinomata trasmissione di Radio Impronta Digitale.
Enjoi!


mercoledì 28 settembre 2011

Open-Day!

Ci siamo, dopo aver montato i tavoli, pulito le aule, imprecato mentre montavamo le sedie, tolto la polvere e messo la polvere al suo posto (cioè nella spazzatura), dopo aver deciso che domani si brinda, si parla, di prende appuntamento. Dopo averlo urlato ai quattro venti, lo dico anche al quinto, per non sbagliarmi.
Domani apre finalmente la Genoa Comics Academy!
Dalle 18.00 alle 20.00 vi aspettiamo al Centro Polivalente Sivori, in Salita Santa Caterina 12r.
Potrete prendere appuntamento per i colloqui individuali nei prossimi giorni e vedere per la prima volta, con i vostri occhi, che è tutto vero.
Non mancate!

martedì 20 settembre 2011

Uccidere i propri slogan

Negli anni sessanta e settanta c'era uno slogan: “Uccidi lo sbirro che è in te”.
Non serve spiegare a cosa si riferisse. Il bisogno di liberarsi di tutta una serie di sovrastrutture era alla base di quegli anni dove per un attimo si era sfiorata una rivoluzione culturale. Rivoluzione che in parte c'è stata e in parte è morta affogata nell'eroina, nelle carceri speciali, nelle bombe, oppure è andata dal sarto, si è fatta fare un vestito nuovo ed è finita a raschiare il fondo del barile in parlamento, rinnegando se stessa.

L'eco di quelle parole però (e non solo queste ma sono quelle che fanno al caso mio adesso) è arrivato lontano, anche ad alcuni di quelli della mia generazione. E siamo cresciuti uccidendo ogni giorno dentro di noi queste sovrastrutture, o almeno provandoci.

Quando decidi di metterti a scrivere seriamente, non più di giocare “all'autore” una delle prime cose che devi fare è scendere a patti.
Ridarti una sovrastruttura. Costringere il tuo essere caotico a rimanere compresso e piegarsi al tuo volere. A uscire dalla punta delle dita con il contagocce in modo da non sporcare troppo in giro ma da prendere corpo in quello che stai scrivendo.

Lavorando al programma didattico della Genoa Comics Academy

Quello è il momento di nutrire la parte più odiosa di te, il tuo secondino. Devi diventare il carceriere di te stesso, chiuderti e non distrarti. Di fare delle rinunce, di scegliere. Perché il percorso creativo non è quasi mai una passeggiata in campagna, a volte è fatto anche di qualche piccola ferita aperta, di qualche rinuncia per un bisogno incontenibile che ti fa rimanere attaccato al computer a vomitare parole fino a quando non suona il telefono e ti rendi conto che fai fatica a parlare. E' qualcosa di molto simile all'autismo per certi versi.

E così sto provando a non ribellarmi al mio carceriere, sto cercando di uccidere gli slogan, di gestire questo caos per dargli un senso. 

E in questo modo miglioro la qualità della mia stanchezza, che a pochi giorni dall'inaugurazione ufficiale della Genoa Comics Academy vi assicuro che non è poca, anzi, ma riesco ad andare a dormire con il sorriso, quando a notte fonda apro l'agenda e spunto tutte le cose che dovevo fare nella mia giornata.

Ah, sì, giusto. Sabato sera mi trovate QUI all'evento di Tarick1 e Motel Connection. 

mercoledì 10 agosto 2011

Un fiocco giallo e azzurro.

Correva l'anno scorso, e correva veloce perché è passato ben prima che io riuscissi ad acchiapparlo.
Tornai a Genova da Roma dopo tempo immemore.
Tornai con un libro da chiudere, un carico di nostalgia da far spavento agli emigranti dei primi del '900 e con la voglia di non ripartire e per imbattermi di nuovo in Andrea Piccardo.

Sia chiaro, se ho coltivato il mio amore per i fumetti è anche colpa sua. Non solo, c'è anche qualche altro colpevole che mi ha fatto studiare, ma non farò assolutamente il nome.
Non adesso. Magari poi.

Comunque, nelle cene di agosto nella cascina della sua famiglia nei dintorni di Tortona iniziamo a pensare che vogliamo fare delle cose insieme.
Dei corsi, degli eventi, di preciso ancora non lo sappiamo, ma vogliamo farlo a Genova.

Nel corso di questo anno che è scappato via a gambe levate abbiamo preso qualche cantonata, fatto qualche deviazione, scelto una strada piuttosto che un'altra.
Abbiamo raggruppato altri splendidi compagni di viaggio, come Laca, Susanna, Daniele.
Abbiamo incontrato assessori, consulenti, tutor, direttori di musei.
Abbiamo perso gli occhi a fare briefing, business plan, neanche un brunch ma abbiamo bevuto parecchi caffè e ci siamo anche concessi qualche piccola soddisfazione.



Abbiamo contattato un sacco di persone bellissime, professionisti, superstar, rockstar e antistar del fumetto italiano.
Abbiamo scritto nero su bianco quello che volevamo fare.
Studiato una traccia per i corsi.
Abbiamo un sacco di belle persone che accompagneranno.
Abbiamo firmato.

Nasce così la Genoa Comics Academy.
La prima scuola di fumetti genovese.


Ci siamo.
Partiamo.
Esiste sulla carta.
Esiste fisicamente, deve solo essere animata da tutti voi.



Tutte le informazioni che cercate le trovate QUI.